In questa domenica celebriamo la solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Gesù. È la festa del dono totale, dell’amore che diventa concreto, della scelta di condividere, che passa dal cuore alle mani. Il Vangelo di Luca ci accompagna nella riflessione e comprensione di questo grande dono e mistero. Gesù annuncia il Regno di Dio con parole e gesti. Ma ecco che i discepoli si accorgono che il giorno sta per finire. “Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta». I discepoli pensano all’avanzamento del buio, il giorno che declina fa sempre un pò paura. Bisogna risolvere il problema della folla, per di più si è in zona deserta. Buio e deserto; due elementi che per i discepoli sono una difficoltà, un problema, che rendono impossibile rispondere alla fame della folla. Sono luoghi aridi, dove non c’è nulla e se c’è non lo si vede. Loro sono concreti e pensano che Gesù non lo sia abbastanza, perché continua a parlare del regno e guarire senza accorgersi che il giorno sta declinando.
La risposta di Gesù risolve il problema della folla, ma soprattutto il loro problema, cioè il pensare che debbano essere gli altri ad intervenire per questa folla, i villaggi vicini e campagne dintorno. Il giorno declina in verità ogni volta che non guardiamo le nostre possibilità, c’è sempre meno luce quando pensiamo solo a ciò che non abbiamo. “Date loro voi stessi da mangiare”, dice Gesù. Cominciate a vedere come voi potete rispondere a questa fame, come voi potete sfamare questa gente, come voi potete dare qualcosa di vostro. Per una volta non guardatevi intorno, guardatevi dentro. Ma, come spesso avviene, noi crediamo che ciò che abbiamo e siamo non sia sufficiente. È sempre poco per noi e secondo noi quello che possiamo offrire. Troppe volte dimentichiamo che il nostro “poco” il “quasi niente” rimarrà sempre minimo nelle nostre mani ma diventa abbondanza nelle mani di Dio. Aumenta solo ciò che si mette in circolo. A Dio bastano i nostri due pani e i due pesci, a lui basta che ci guardiamo dentro e che decidiamo di metterci in gioco oltre la notte e oltre il deserto. A lui basta la nostra disponibilità, a lui basta che la notte e il deserto non ci blocchino il cuore. Il miracolo avviene per disponibilità non per abbondanza. L’abbondanza è la conseguenza dell’aver messo quello che abbiamo nelle mani di Dio. È l’unire mani, cuore e sguardo rivolto al cielo che rende possibile sfamare ogni fame per quanto grande possa essere, per quanto impossibile ci possa sembrare.
La festa dell’Eucarestia è un rinnovare questa scelta che Gesù ha fatto per noi, di dare tutto, tutto ciò che è suo, Corpo e Sangue, vita e amore, mani e cuore, la passione che si concretizza nell’abbraccio della croce. Da quel giorno non c’è più un momento o una situazione dove noi non possiamo fare nulla, perché quel dono continua e si rinnova oltre misura; “Date loro voi stessi da mangiare” e “Fate questo in memoria di me”.
suor Giuliana Imeraj
Santissimo Corpo e Sangue di Cristo – …Oltre la notte e oltre il deserto
- Dettagli
- Suor Viola
- Vangelo della domenica
Informativa sulla privacy