Il Vangelo di questa X domenica del tempo ordinario ci conduce a Nain, piccolo villaggio che deve la sua celebrità proprio al miracolo di cui diventa testimone e missionario.
Gesù cammina con i discepoli e una grande folla: un seguito di fede, di curiosità, di scetticismo…e si imbatte in un corteo funebre per un giovane della città. Incontra il dolore e lo strazio di una donna che ha già perso il marito e ora con la morte del suo unico figlio ha perso tutto. E’ spettatore di questo evento tragico, nessuno gli chiede di intervenire: né i discepoli, né la gente, né la donna. Si muore, anche i giovani muoiono, la morte è un evento tragico, ma ordinario dopotutto! Ne muoiono a migliaia nel Mediterraneo, di uomini e donne e bambini. O negli scontri in Siria, in Africa e in luoghi che nessuno conosce e che i media non raccontano…Che possiamo fare!?
Ma davanti a quel dolore che passa, Gesù non si gira dall’altra parte, non va oltre continuando la sua strada, decide di fissare il suo sguardo e ci dà un bell’esempio di misericordia e consolazione. “Vedendola…fu preso da grande compassione”, non è un atto dovuto il suo, né si sente costretto ad agire, Gesù si sintonizza con il sentire dell’altro, con il suo cuore e il suo dolore. Non può non intervenire, è esigenza, è desiderio di andare incontro e consolare. “Si avvicinò”, appunto è necessario accorciare le distanze, superare le diffidenze e le differenze e la paura; muoversi verso e scomodarsi anche e le parole suonano più vere. “Toccò la bara”, ci sono gesti concreti, di tatto, che traducono i pensieri, i sentimenti e ci permettono di superare la ripugnanza e il perbenismo e diventano canali di tenerezza e misericordia.
Gesù ci educa attraverso il suo Vangelo a stare al mondo, non solo ad essere presenti, a farsi vedere, a far finta di esserci. Nè spettatori, né ospiti, ma gente che abita e stringe relazioni e si prende cura della vita. L’incontro vero, quello che salva, che educa, capace di ridare vita, coinvolge sempre cuore, testa, mani. La totalità della persona. Non è mai gratis, a costo zero…ma è sempre gratuito, ha cioè un valore infinito, perché dentro c’è la vita delle persone, il loro tempo, l’interiorità, il rischio, la paura, il desiderio di farsi prossimo. Di coloro che danno e di coloro che ricevono.
v.m.
Decima domenica del tempo ordinario- Gesù, maestro di misericordia e consolazione
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