Troviamo oggi una delle pagine più inquietanti del Vangelo, la pagina conclusiva prima dell'arresto di Gesù, secondo il racconto di Giovanni. Come in un sapiente montaggio, l'evangelista fa coincidere l'apice della tensione che si è venuta a creare intorno a Gesù, con la tragedia della morte improvvisa di Lazzaro, uno dei migliori amici del Nazareno. A Betania, a casa dei suoi tre amici, Lazzaro, Marta e Maria, Gesù si rifugiava spesso quando, col cuore gonfio di tensione e d'incomprensione, lasciava la Gerusalemme che uccide i Profeti per trovare un angolo di serenità.
Betania svela così il volto di un Dio che sente il bisogno di essere amato e che si disseta della fede della Samaritana, cercatrice di Dio. Betania è l'icona dell'amicizia tra Dio e l'uomo ed è il segno di un approccio diverso e proprio su Betania, si abbatte la tragedia: Lazzaro di ammala gravemente. Qualcuno si prende la briga di avvisare Gesù e di dirgli: "Il tuo amico è malato". Egli ora lo sa, ma non fa nulla, e Lazzaro muore. Che mistero l'apparente silenzio di Dio.
Il tumulto è grande, c'è molta gente intorno alle nostre amiche, conosciute e stimate e sapendo che arriva il Maestro, finalmente, Marta prima e poi Maria, escono di casa e gli vanno incontro: cercano una Parola, un gesto, uno sguardo. Lazzaro è morto e Gesù era lontano.
Le sorelle non disperano, non urlano, non inveiscono, né piegano la testa in una rassegnata disperazione, attendono, fiduciose. Il loro amato fratello è morto ma ora l'amico è qui e Dio viene accompagnato a vedere quanta disperazione suscita la morte e qui l'inaudito accade.
Gesù prima si commuove, poi scoppia in lacrime. Dio piange e questo pianto singhiozzante rompe gli argini, frantuma i pregiudizi, ci rivela il volto del Dio di Gesù Cristo, il vero volto di Dio.
È un volto di Dio completamente nuovo quello che ci appare, così lontano dai nostri tiepidi dubbi, così diverso dalla nostra fede scadente. Davanti a questo dolore inatteso, Gesù prende una decisione: darà la sua vita perché Lazzaro torni alle sue amate sorelle.
Anche a noi, suoi amici, Gesù grida: "venite fuori!". Venite fuori dalla vostra tomba, dalle vostre tenebre, dalle vostre piccole sicurezze, venite fuori dai vostri pregiudizi, dai vostri schemi, dai vostri egoismi.
don Franco Bartolino
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