Chi non ha mai sognato di essere uno dei due discepoli di Emmaus? Chi non ha mai immaginato di vivere quel percorso di 11 chilometri con Gesù al fianco? Nel Vangelo mi accorgo che solamente di uno, Cleopa ne conosciamo l'identità e allora ognuno prenda le sembianze dell'altro. Emmaus dista da Gerusalemme due ore di cammino, due ore trascorse a parlare di quel sogno in cui avevano tanto sperato, un sogno naufragato nel sangue. Gesù non toglie la tristezza ai discepoli e neppure li consola; come prima cosa li ascolta. Essere amici vuol dire semplicemente stare, accompagnare, essere presenti nella difficoltà, ma soprattutto ascoltare.
L'amore è ascolto, è condivisione della vita e del cuore dell’altro; Gesù si affianca ai discepoli e li ascolta e non fa altro. Loro però non lo riconoscono perché sono troppo presi dai loro problemi, dal loro dolore, dalla loro delusione e dalla loro sofferenza. Ne conosco di persone così: fermi al venerdì santo, devoti alla croce, ma incapaci di accogliere la gioia della Pasqua. Intendiamoci: è emozionante fissare lo sguardo su Dio che pende dalla croce, ma se lì si ferma la nostra fede, siamo solo degli illusi. Cleopa e il compagno sono quasi infastiditi dall’ospite sconosciuto e intanto Gesù li ascolta sulla propria crocifissione; ma Lui è già oltre!
Cosa fa Gesù con i due discepoli amareggiati? Da un senso più profondo, più alto, un senso a ciò che sembra non averlo. Il fatto di aver trovato un motivo, una ragione a ciò che è successo, cambia il loro stato d'animo. Se prima se ne andavano da Gerusalemme tristi e delusi adesso ritornano a Gerusalemme pieni di energia e di fuoco. La storia non cambia ma se ne possiamo cambiarne il senso, allora “cambiamola”.
È bello scoprire che proprio quando camminiamo con un fratello, in un racconto reciproco di gioie e di dolori, proprio allora si affianca un Terzo, che ancora non riconosciamo. Sapremo allora anche noi riconoscere Gesù nei chilometri di questa nostra vita? Sapremo anche noi raccogliere la sua presenza per poi raccontarla? Certamente nel nostro cammino ci affiancherà e attraverseremo senza paura la nostra notte .... e sarà di certo subìto l'aurora!
don Franco Bartolino
Informativa sulla privacy