Gv 1,6-8.19-20
Siamo nella terza domenica di Avvento, anche oggi il vangelo ci parla della figura di Giovanni Battista. In questo vangelo Giovanni Battista è descritto come l’uomo mandato da Dio, il testimone della luce, voce di uno che grida nel deserto. Tre definizioni per descrivere un profeta, un precursore, un uomo che suscita tanti interrogativi, che attorno a sè ha la folla, che convince la gente a farsi battezzare e a prepararsi per la venuta del Signore. Tutto ciò che è autentico sveglia negli altri la ricerca del vero, la voglia di capire.
“Tu chi sei?”…Sacerdoti e leviti chiedono la carta d’identità a Giovanni, eppure egli appartiene ad una famiglia sacerdotale, opera sotto gli occhi di tutti, parla francamente.
“Tu chi sei?”…Giovanni Battista non lascia spazio a equivoci, è ancora la chiarezza a distinguere la sua persona:“Io non sono il Cristo”, non sono Elia, non sono il profeta, ma “Io sono voce di uno che grida nel deserto”. Certo chi testimonia la luce non può sostituirsi ad essa, l’uomo mandato da Dio sa fare spazio a Dio, sa indicarlo, sa riconoscere il proprio posto. Giovanni negando con forza di non essere il Cristo non nega ciò che lui è, con la sua scelta invita a scorgere Dio dove non si vede, ad attenderlo da dove non lo si aspetta, a riconoscerlo nei segni della quotidianità. Colui che doveva venire, e che era già in mezzo al suo popolo era il figlio del falegname. A questa attenzione del cuore siamo chiamati ad allenarci, a preparaci, a convertirci. E sarà gioia immensa quando scopriremo di avere e di aver avuto sempre Dio accanto a noi, in mezzo a noi…Mentre lo credevamo così distante e lo attendevamo chissà da dove.
suor Giuliana
TERZA DOMENICA DI AVVENTO
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