«La giustizia sarà fascia dei suoi lombi e la fedeltà cintura dei suoi fianchi. Il lupo dimorerà insieme con l'agnello;
il leopardo si sdraierà accanto al capretto; il vitello e il leoncello pascoleranno insieme e un piccolo fanciullo li guiderà.
La mucca e l'orsa pascoleranno insieme; i loro piccoli si sdraieranno insieme. Il leone si ciberà di paglia, come il bue.
Il lattante si trastullerà sulla buca della vipera; il bambino metterà la mano nel covo del serpente velenoso.
Non agiranno più iniquamente né saccheggeranno in tutto il mio santo monte, perché la conoscenza del Signore riempirà la terra come le acque ricoprono il mare
» (Is 11,1-10). 

Potrebbe sembrare una dolce utopia il bellissimo quadro del profeta Isaia proposto da questa Domenica di Avvento, soprattutto dinanzi alla realtà bellica che ogni giorno constatiamo nel mondo. Intanto, la pace e la giustizia di cui parla Isaia nella Liturgia di oggi non è frutto delle decisioni dei potenti della Terra, ma si chiama Gesù Cristo.E’ Lui il compimento delle promesse di Dio. Solo in Lui è possibile la riconciliazione degli opposti. Solo con Lui, la convivenza pacifica e costruttiva delle differenze di vedute e di cultura, di lingua, di popoli e nazioni. E la Chiesa, ancora una volta, in ascolto obbediente e fedele al Suo Signore, annunzia al mondo che lì, dove si accoglie il Signore con cuore umile e sincero, si realizza il Regno di Dio, si costruisce la pace e la giustizia, si realizza il sogno della fraternità universale. Sono tanti i gesti di solidarietà, amore e condivisione che muovono questo mondo anche nelle zone di conflitto; sono tanti gli impegni a favore della valorizzazione dell’umano, del rispetto della sua libertà, come pure tante iniziative e impegni per il rispetto del Creato.

Il Regno di Dio avanza quotidianamente e silenziosamente, in ogni cristiano cosciente del suo Battesimo e della sua missione, consapevole sì dei propri limiti, ma perseverante nell’ascolto della Parola, nella ricerca di nutrire i sentimenti di Cristo, testimoni della fedeltà di Dio nel compiere anche “oggi” le promesse dei padri (cfr. Rm 15,4-9).

 L’Avvento vieni così, pieno di speranza e carico di responsabilità perché finché ci sarà un fratello o sorella che se sente isolato, allontanato o distante del Dono di Cristo Gesù dobbiamo preparare la via del Signore e raddrizzare i suoi sentieri.

L’Avvento mette sempre insieme la doppia spera del Signore perché mentre camminiamo nella certezza che Egli viene alla fine dei tempi, sappiamo che Egli vieni ad ogni momento e quindi, sappiamo di nos essere abbastanza pronti per riconoscerlo, soprattutto lì da dove non immaginiamo o non vogliamo che Egli venga. Ecco perché ci vieni incontro l’appello di Giovanni il Battista: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!».

 E’ la consapevolezza di sentirlo sempre vicino che ci mette in stato di vigilante attesa e operosa carità verso noi stessi, perché possiamo produrre degni frutti di conversione (Mt 3,1-12); verso Dio, perché non è la religione, i precetti che ci salvano, ma il cuore umile e aperto alla novità del Vangelo; verso il prossimo che ci sta accanto e si presenta davanti il nostro cammino, perché in ogniuno siamo chiamati a riconoscere il volto del Figlio di Dio ed ad agire di conseguenza.
«Fratelli, tutto ciò che è stato scritto prima di noi, è stato scritto per nostra istruzione, perché, in virtù della perseveranza e della consolazione che provengono dalle Scritture, teniamo viva la speranza.
E il Dio della perseveranza e della consolazione vi conceda di avere gli uni verso gli altri gli stessi sentimenti, sull'esempio di Cristo Gesù, perché con un solo animo e una voce sola rendiate gloria a Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo.
Accoglietevi perciò gli uni gli altri come anche Cristo accolse voi, per la gloria di Dio
» (Rm 15,4-9).

Ci aiuti nel nostro cammino la Vergine Immacolata, dolce aurora della nostra Nuova Umanità!

                                                                                                                                  suor Maria Aparrecida Da Silva

 

 

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