In questo periodo dell'Anno Liturgico, abbiamo sentito narrare più volte il momento in cui l'angelo Gabriele reca l'annuncio a Maria. Ma c'è un'altra annunciazione, forse non così gloriosa perché avvenuta in un modo tutto sommato semplice e ordinario, come semplice e ordinaria fu la vita del suo destinatario, Giuseppe di Nazaret, un umile falegname della Galilea, al quale fu annunciato in sogno che sarebbe diventato custode della storia della salvezza. Un sogno, come quelli che tutti noi facciamo più volte nella vita; un sogno non del tutto pacifico perché gli viene spiegato come mai la sua fidanzata Maria, una ragazzina di Nazareth, fosse rimasta incinta non per opera sua. Oggi queste cose ci fanno sorridere e sono relegate all'ambito del gossip: con chi mai sarà andata quella ragazza, che tutti ritenevano per bene e figlia di una coppia di persone semplici? Ma a quei tempi non si scherzava: si rischiava l'accusa di impurità, se non addirittura di adulterio e la condanna alla lapidazione era lì, dietro l'angolo.

Certo, a detta sua un angelo si era presentato da lei spiegandole che Dio aveva già pensato a tutto: lei e Giuseppe non avrebbero assolutamente infranto la Legge di Mosè, perché su di lei era disceso lo Spirito Santo in persona con tutta la sua potenza, per cui quel bambino sarebbe stato Figlio del Dio altissimo, uno al quale nulla risulta impossibile, neppure far rimanere incinta una donna anziana e sterile come Elisabetta, sua parente  e moglie del vecchio sacerdote Zaccaria. Di fronte a questi fatti, Maria allora ha detto “sì” a questa richiesta così misteriosa e incomprensibile dell'angelo di Dio.  Ma adesso, come la mettiamo con il parentato, i sacerdoti e gli scribi, pronti subito a cogliere qualcuno in flagranza di reato contro la Legge? Chissà quante domande, nella testa del povero Giuseppe: Dio che sceglie me - anzi, nemmeno me, la mia promessa sposa - per compiere la promessa di dare un Messia a Israele? Come faranno a credermi gli amici e i pettegoli di Nazareth? Chi crederà mai a questa storia? La cosa è chiarissima: Maria ha abusato della mia fiducia. E se invece qualcuno le avesse fatto del male e lei per paura o per vergogna si rifiutasse di dirmi la verità?”. Immagino le notti di Giuseppe, passate a tormentarsi per darsi una risposta, ma invano.

Lui, però, non l'avrebbe mai ripudiata: la amava troppo, non avrebbe mai permesso che venisse condannata alla lapidazione, lei e il bimbo che portava in grembo. No, impossibile tutto questo, e allora, da uomo giusto qual era, applica la Legge, ma con la più grande dose di amore che si possa immaginare. Decide di ripudiarla, ma in segreto, rompendo il contratto matrimoniale senza dare troppe spiegazioni, così lei avrebbe potuto legalmente cercare di ricostruirsi una vita senza di lui, donandosi a un altro sposo oppure a Dio, dato che era lui la causa di tutto e quindi, magari, l'avrebbe voluta tutta per sé. E così decide di farsi da parte, senza clamori e senza caos mediatici: se a quei tempi ci fossero stati i social, Giuseppe avrebbe cancellato tutti i suoi account, così nessuno avrebbe sparlato di loro. E così, lascia tutto nelle mani di Dio: il quale, però, decide di rimescolare le carte e lo ritira in ballo nella vicenda e manda da lui, in una di quelle notti tormentate, lo stesso angelo, che gli rispiega tutta la faccenda, gli dice come sono andate esattamente le cose, gli chiede di salvare la faccia di fronte alla Legge e alla società, assumendosi la responsabilità di questa paternità e gli chiede di dargli pure un nome, Gesù per cui, a Giuseppe non resta che portare Maria a casa sua qualche mese prima del previsto.

Certo, umanamente parlando non è una bella cosa, e non è neppure semplice da accettare. Eppure, l'angelo ha detto a Giuseppe le due parole più belle che un uomo giusto, onesto e profondamente innamorato della sua ragazza, avrebbe voluto sentirsi dire dal suo Dio in quella situazione: “Non temere”. Il timore è nemico di Dio: solo l'amore vince sempre. Giuseppe può dirsi a ragione il miglior marito e il miglior padre della storia: ma credo che a lui questo importasse poco. A lui importa di fare ciò che è giusto agli occhi di Dio, e senza dire una sola parola, prende in casa con sè la sua sposa e il “loro” bambino in arrivo e l'umanità non smetterà mai di dire “grazie” a Giuseppe di Nazaret, uomo del silenzio e della fiducia in Dio.

 

                                                                                                 Don Franco Bartolino

Aggiungi commento

Inviando un commento accetti le politiche di privacy di piccolemissionarie.org
Informativa sulla privacy


Codice di sicurezza
Aggiorna